Le polpette con sorpresa
Oggi è domenica e siamo stati svegliati da un tuono
allucinante che ha presentato il nuovo programma della giornata: NIENTE MAREEE!
Perciò . . . ho messo i remi in barca . . . sono andata nelle “stive” ed ho cercato di
immaginare cosa preparare di buono per una domenica in famiglia!
E cosa se non un sugo di carne mista!?! Involtini di
vitello, salsiccia tagliata a punta di coltello con seme di finocchio (come
solo noi pugliesi sappiamo!!!) e stecca di maiale, tutto rosolato in un trito
dorato di cipolla, sedano e carota che col suo profumo riempie tutta la casetta
. . . aspetto e poi sfumo con del vino bianco e infine tuffo la mitica passata
di pomodoro . . . ahhh che bontà! Senti “che buon profumo mamma!!”
Come pasta le mitiche orecchiette o i “troccoli” pugliesi .
. . una sorta di chitarrina ! Mia nonna Lucia metteva l’uovo sodo in qualche
involtino e capitava solo ai più fortunati! A me non faceva impazzire il gusto
, contrariamente a mia cugina Lucia, ma era divertente attendere che ognuno
aprisse il suo involtino a caccia della sorpresa!!
Mia nonna accompagnava la carne con dei meravigliosi sott’olio preparati da lei in casa con sapiente pazienza! Io e i miei cugini correvamo intorno al tavolo, l’altezza dei nostri nasi era al livello dei piatti e allungavamo la manina con altrettanta sapienza!! Se poi riuscivi a prendere anche il pane…mmmhhhhhhh!!!
Mia nonna accompagnava la carne con dei meravigliosi sott’olio preparati da lei in casa con sapiente pazienza! Io e i miei cugini correvamo intorno al tavolo, l’altezza dei nostri nasi era al livello dei piatti e allungavamo la manina con altrettanta sapienza!! Se poi riuscivi a prendere anche il pane…mmmhhhhhhh!!!
Il punto è che oggi il tuono ci ha svegliati tardi . . .
perciò: polpette! J Lo so . . . è dura da accettare, ma per quella
cucina ci vuole tempo, mia nonna si alzava prestissimo, si affidava al gallo
non al tuonoooo! Ed ora sono già le 10,30 passate!!!!
Secondo la mia amica Alessandra, le polpette sono un salvavita .
. . ho avuto modo di darle ragione! Me le ha fatte preparare col sugo per poi
conservarle in barattoli sterilizzati così da aprirli durante le vacanze al
mare . . . Brava l’amica mia!
Quando preparo l’impasto, oltre a un buon tritato di
vitello, aggiungo un po’ di latte, come fa la nonna di mio nipote Ernesto,
perché le ammorbidisce tanto! Poi, sempre seguendo il consiglio della nonna
Rita, amalgamo a
luuuungo gli ingredienti in modo
da allontanarmi tantissimo dall’aspetto iniziale del tritato del macellaio e
facendogli acquisire un aspetto omogeneo e ben profumato. L’uovo, il
parmigiano, l’olio di oliva, pane . . . tutto si confonde.
Non metto aglio e prezzemolo, non le friggo, piuttosto le
adagio nel trito di odori che ho dorato nell’olio di oliva ma solo dopo averlo
allungato un po’ con un bicchiere d’acqua o di vino. Metto il coperchio e
aspetto. . . poi aggiungo il pomodoro.
Per me le polpette sono una bella occasione di allegria e di
condivisione, spesso impasto gli ingredienti con Mati e lei sceglie la forma da
dare loro. Tendenzialmente vado sul rotondo un po’ schiacciato per velocizzare
la cottura, ma poi lascio fare a mia figlia. E’ anche un’occasione per dare un
po’ di verdura alle mie piccole e dunque ci grattugio dentro una zucchina, è
così delicata che non
l’avvertono. Una volta ho provato
anche un po’ di melanzana e prosciutto di Praga (fumè) e non è andata per
niente male!!!
La zucchina la metto di default, il suo gusto delicato, come
dicevo, non viene minimamente rilevato dalle piccole e le mangiano con
appetito!
Quando posso preparo un impasto abbondante, faccio le
polpettine non più grandi di una noce e ne conservo una porzione. Una vicina, Giulia, mi ha insegnato a conservarle.
Le metto tutte ordinate in una vaschetta, faccio degli strati alternando con
della carta da forno o per affettati. Metto in freezer per 24 ore. A questo
punto si staccano e posso metterle in un sacchetto per alimenti, riporle in
freezer e prenderle al bisogno secondo le quantità che mi occorrono.
Questo modo di fare mi permette di averle sempre pronte (per
brevi periodi ovviamente) e posso cuocerle velocemente in un sughetto, in un
brodo vegetale come fa mia mamma o in padella con olio, aglio e prezzemolo. Sono versatili e
risolutive.
Una ricetta che arriva dall’esperienza e i suggerimenti di
più persone! Persone con le quali condivido momenti delle mie giornate o che
incontro di rado ma che non dimentico !











