venerdì 23 agosto 2013


Pomodoro Fotografico

Perchè la cucina è il gusto, ma è anche l'occhio, la fantasia, l'immaginazione del piacere in astratto, l' l'aspettativa prima ancora dell'assaggio . . . 

E' l'idea che hai di quel piatto che stimola la fantasia e il ricordo magari, è come si presenta che attrae, invita, promette il piacere.

Quando  preparo, la scelta degli ingredienti (sia chiaro non sono il tipo che compra gli ingredienti e cucina. Sono piuttosto, quella che trova gli ingredienti in casa e inventa, Alf mi descrive come Remy il topolino di Ratatuille!), dicevo dunque, la scelta degli ingredienti, il loro colore, ammirarne la loro fattezza . . . è un momento sfuggente, ma c'è. Poi segue subito la preparazione, la cottura, il piatto pronto . . . ognuno di esso regala un momento . . . un istante , un flirt con gli occhi!

Allora lo fotografo. . . certo non è che voglio immortalare un vasetto di pomodori passati, ma ne voglio condividere l'istante con chi ha tempo di "viaggiare" con la fantasia.

I pomodori in questione sono fatti in casa, nel senso che sono stati lavati, spellati, cotti e passati dopodichè versati nei vasetti e sterilizzati, ossia bolliti in una pentola piena d'acqua fredda.

Il tipo di pomodoro è il "cuore di bue" . . . un pomodoro costoluto rosso sangue, dal sapore unico e protagonista (anche troppo! direbbe mia madre!)

Il condividere un istante attraverso la fotografia non è cosa semplice. . . devi riuscire a trasferire il sentimento che ti fa provare, devi poter far vedere all'altro quello che vedi tu! Non ho la presunzione di riuscirci! Soprattutto con foto fatte dal cellulare.

Per capire meglio quello che voglio dire, ho inserito come prima foto quella che chiamerei "senz'anima" . . . avrei potuto fare di peggio, ma non me lo posso permettere . . . ho una reputazione da difendere!

Se la guardo, vedo dei barattoli, in ordine, con una luce sparata dal flash che mette in evidenza la povertà . . .  vetro che racchiude il pomodoro passato, chiuso con tappi casuali  che fanno immaginare    
tutto il lavoro "pulp" che è stato fatto per realizzarlo in una cucina qualunque.

Senz'anima, appunto.

Senz'Anima

La fotografia insegna . . . insegna che l'inquadratura è tutto . . . che l'obiettivo va, seppur minimamente, studiato . . . curato . . .

Allora la prima regola, proprio la primissima è la Pulizia . . . non ci devono essere elementi non desiderati nel nostro quadretto . . .  mentre scattavo c'erano le briosce delle mie bambine, forchette da cucina e perfino il filo della lampada che momentaneamente illumina il mio piano cottura . . . 

La seconda foto . . . ahahah la chiamerò la "foto di gruppo"! Infatti si presta bene no!  I genitori ai lati, il figlioletto in mezzo un pò dietro (non è la sua festa sicuramente, magari è un anniversario di mamma e papà) e poi i parenti dietro, chi sotto chi sopra, cercano di entrare nel quadretto . . . quelle mattonelle quadrate dietro lasciano a desiderare. La mia cucina mi piace eh!!! Ma la fotografia è vanitosa ed aristocratica . . . 


Il Gruppo

Procedo . . . dopo quella di famiglia, cominciamo a ragionare, un vasetto ha preso l'iniziativa, l'inquadratura è discreta, gli dà del protagonista e lui se lo prende! Lui probabilmente è il più fotogenico, non ha residui di etichette appiccicate, il suo tappo è bianco, la sua forma è ampia e "cazzuta" i barattoli che gli stanno dietro fanno da contorno, riempiono e aiutano a comprendere il tema, ovvero i pomodori d'agosto!

Anche se hanno i tappi differenti sono sufficientemente lontanti da non "ingrezzire" il lavoro! Le mattonelle . . . l'ho già detto!

Protagonista

A seguire . . .  passiamo dal "protagonista" al "monumentale . . . ehehehehe . . . eh si . . . fare la foto dal basso verso l'alto riconosce la sovranità dell'oggetto della foto, gli regala un'importanza solenne! Adoro questa prospettiva . . . se solo potessi fare le foto con la macchina giusta!!!!  Ricordo la pubblicità della pasta De Cecco . . .Wow!!! Mai visto un lumacone o un fusillo più bello, più imperiale!!! Comparato al  violino e accompagnato da una voce suadente (poteva essere la doppiatrice di Sharon Stone in Basic Instint).






Monumentale
E' evidente che la location non permette la pulizia necessaria, il pensile bianco, c'era o non c'era? avrei potuto inserirlo dippiù sottraendo le mitiche . . . 

Finalmente la prima e l'ultima :)  . . . bè non c'era molta scelta! però la prima fa vedere l'essenza senza volgarità . . .  sono dei barattoli di vetro con del passato di pomodoro, hanno un aspetto curato, si capisce che non sono industriali perchè anche se parzialmente si vedono tappi riciclati, la vista dall'alto gli conferisce la giusta dimensione, sfrutta la luce laterale che haimè regala ombre indesiderate sul muro, però ne sbiadisce le mattonelle!!!!!

Il vetro si specchia e il rosso del pomodoro è vivo e compatto lasciando immaginare la densità vellutata. Nella parte più lontanta un vasetto rosa dipinto in casa, conferisce e rafforza l'idea casalinga ma il suo essere carino non dà l'idea di qualcosa di massicciamente artigianale, piuttosto aiuta il fruitore a leggere in esso un lavoro curato, pulito, fatto col cuore. . . in questa prima foto inconsciamente leggiamo l'armonia del gesto, della ritualità, della tradizione. 

L'essenza